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Cos’è la felicità?

Cos’è la felicità? 

Mettiamo da parte le definizioni soggettive, non cercate di essere d’accordo o meno con ciò che leggerete, ma provate a farne un’esperienza diretta – senza nessuna interferenza… 

Può esserci felicità – dove è tangibile l’infelicità? E la felicità può essere frammentaria? 

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Se essa nelle nostre vite si manifesta a momenti, ossia frammentariamente, significa che vi è qualcosa che la sostituisce, quindi in seguito la vita risulta essere così, poco in equilibrio con la felicità… Sicuramente possiamo parlarne ben poco in questo post poiché essa richiede un enorme spazio di riflessione, ma cerchiamo insieme, adesso, di far nascere la curiosità affinché si possa comprendere effettivamente se in noi stessi c’è questo sentimento puro o NO… 

La felicità viene spesso ricercata in cose e persone, questo processo si svolge all’infuori di sé, di conseguenza essa non può che essere condizionata dagli eventi esterni. 

Ma la felicità, realmente, cos’è?

Si può acquistare al supermercato, a qualche negozio di vestiti o giocattoli? 

Se provassimo a osservare bene cosa sono le nostre azioni, ci accorgeremo sin da subito che ricerchiamo la felicità proprio in questi posti, ove essa non può mai esservi. La felicità, come detto, vi è quando non si presentano altri sentimenti paralleli a questi. Un individuo che cerca soddisfazione, gratitudine, fierezza, contentezza, in cose che sono materiali, e seppur ce le avrebbe tutte, non significa che egli è felice. La felicità, quindi, ha un rapporto intimo, un legame stretto, con la libertà. La libertà però non da intendere come libertà di espressione o movimento, poiché essa è qualcosa del tutto diversa. Un uomo che potrà essere felice soltanto quando avrà una macchina nuova, oppure un vestito più bello, egli in questo stato di pensieri non può ritenersi libero come pensa. La libertà manifesta nell’individuo qualcosa di molto più profondo, ossia il mancato condizionamento dall’esterno, egli così può essere felice in qualsiasi forma o spazio occupante, fluisce con l’esistenza e ciò che lui stesso si è creato intorno.   

Qualsiasi persona che si osserva, attraverso un lavoro di autoanalisi, può notare facilmente in se stesso questo stato di dis-equilibri. Osservando i propri pensieri si possono poi comprendere le pretese e i condizionamenti che ne derivano, e soprattutto come influiscono inutilmente nell’attuale realtà sperimentante. Possiamo dire di essere veramente felici soltanto quando in noi stessi non esiste frammentazione, dis-equilibrio, impermanenza, e quando questi mancano, è facile visionare la felicità. Possiamo dire che poche persone oggi riescono a nutrire questa energia naturale che proviene dalla definizione stessa della felicità. Essa è lì, stabile, incommensurabile, imperitura, intrinseca nell’essere, sta poi all’individuo trovarne le proprie radici.  

antoniO giardinO 

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Oltre la Visione

Oltre la Visione: 

La risposta può essere valida nel momento in cui in essa vi è testimonianza di ciò che è”. 

È raro che un uomo riesce ad esplorare senza interferenze ciò che è; per interferenze dobbiamo intendere l’esatto significato di cui ne può garantire l’efficienza di una risposta. Le interferenze, le cause che le generano, derivano dal mal funzionamento del sistema psicologico che si è creato negli uomini. È piuttosto serio il fatto, ed è ancor più difficile poter comprendere le cause che ci conducono a dover soffrire in ogni caso e situazione. Poterci riuscire significa avere a disposizione un’enorme quantità di energia da poter adoperare nell’analisi che non ha fine. L’energia può esservi quando la mente non ne adopera per futili cose, poiché come detto, arrivare a comprendere ciò che è, essia l’indiscutibile fatto, necessita di grosse quantità di energie. Però, dobbiamo capire fin anche il motivo di questa abitudine di spargere le energie futilmente. Ciò accade perché il sistema psicologico di cui si è coinvolti sin dalla nascita ha subìto dei condizionamenti assurdi e enigmatici. La mente non si rende disposta a scoprire quanto sotto realmente accade, poiché in ciò non avrebbe nessun ritorno di nessun genere, quale sino ad oggi è abituata a dover bramare. 

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I condizionamenti che ostacolano gli uomini dalla corretta comprensione di ciò che è, sono le mancate esperienze da dovere affrontare “individualmente” e privi di insegnamento ordinario. Quindi chi scrive queste parole non ha niente che può darvi affinché questa esperienza non-comune possa effettivamente avvenire interiormente in voi. Mai, e dico mai, ci chiediamo cos’è il tempo, qual è il movimento che esso compie, e cosa implica realmente nella nostra realtà operativa, così facciamo anche con tutte le altre cose nella vita reale, che hanno in sé un significato importante per la realizzazione di se stessi in questa dimensione. 

Tutta la nostra vita è basata sulla conoscenza, è la conoscenza che è nell’uomo risulta essere enormemente limitata da fattori che ne testimoniano quanto detto. Poter descriverne le cause e gli effetti, ciò abbisogna di calma e silenzio mentale nell’individuo che vuole comprendere. Ma questa calma è impossibile in voi poiché distratti dal movimento del tempo, che conduce a restare intrappolati nel sistema millenario in cui tutti gli uomini ormai ve ne sono prigionieri. 

L’analisi, per quanto in queste parole ne possiamo dire, non può essere effettuata affinché il “sistema” partecipa nell’assoluta incoscienza dell’individuo. Il sistema agisce e reagisce secondo i credo, la tradizione e la posizione in cui ne è nato. L’essenza della verità, invece, esclude questa partecipazione, richiedendo decisamente la completa attenzione, senza quelle interferenze generate appunto dal sistema. 

Nessuno si pone domande serie ai fini di scoprire la nature delle cose, ad esempio una delle principale domande che non ci poniamo è: se veramente fosse necessario soffrire nella propria vita? Oppure quale è realmente la natura della vita, che integra la partecipazione dell’uomo? Così mai nessuno andrà fino in fondo per analizzare tale domande, rimanendo immutati fino alla morte. 

L’esaurimento nervoso che ha raggiunto oggi la società, in tutte le nazioni del mondo, è ad un livello enorme e sproporzionato, questo dato preoccupa chi riesce a vedere oltre il sistema che travolge ogni individuo. Nessun miglioramento nell’uomo può essere identificato come reale, e ciò lo testimonia la continuità delle guerre e della malvagità soggettiva e oggettiva che esiste ancora nelle relazioni dell’uomo, con chiunque egli si rapporta. Se provassimo ad analizzare le domande di cui abbiamo posto poco fa, scopriremo in primis questo dato di fatto che deve incuriosire l’essere nel procedere verso la strada della conoscenza totalitaria.

antoniO giardinO 

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Un’ampia Visione

Un’ampia Visione

 

Definire in modo ampio l’uomo, l’animale, il pesce, l’albero, il mondo, in tutte le sue sfumature conduce l’essere ha spiegazioni teoriche futili. Tutti siamo d’accordo sul fatto che insieme – l’intero – forma quella cosa che viene chiamata VITA. Anche se l’uomo in particolare, unica specie esistente come parte cosciente, non si è mai posta la domanda di come tutto abbia avuto inizio. Oppure se l’ha fatto senz’altro ne ha tratto delle inutili teorie scientifiche o religiose. 

Si parla di essenza, ma in essa non si è mai nessuno precipitato fino in fondo per capirne l’esatto significato. La conoscenza, tutto quello che ne è derivato dalla mente dell’uomo, ostacola l’analisi accurata che l’uomo dovrebbe effettuare per comprenderne l’entità reale. L’evoluzione coscienziale, ossia tutte le invenzioni create dall’uomo, hanno tangibilmente testimoniato nella sperimentazione della vita, degli errori, è ciò diventa reale quando proviamo ad osservare quanto accade oggi nel mondo. La natura intrinseca delle cose, qualsiasi cosa, ha un netto significato al senso del processo naturale della vita, ma che non può essere analizzato secondo i parametri dell’attuale conoscenza che è oggi nelle menti. 

Quando si prova ad analizzare qualcosa, senza chiamare in causa la conoscenza teorica e scientifica di ogni cosa, si può così percepire l’essenza di sé in collegamento con l’intero creato. Il corpo, in collaborazione con la mente, è divenuta un mezzo caotico affinché una precisa ed attenta analisi può essere effettuata. In tanti ricorrono alle meditazioni o pratiche di silenzio, per poter colmare quel fardello che avviene quotidianamente nell’essere. 

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Il rispetto, inteso diversamente dal solito, è la giusta comprensione del significato della vita che in seguito conduce tutti a stabilire una stretta connessione con l’armonia del tutto. Quando si è arrivati a percepirne l’esatto significato ogni cosa diventerà reale e integra, ossia assumerà una bellezza che la mente non ne identifica l’entità reale. I filtri, ad esempio, gli occhi o la memoria che raggruppa tutta la conoscenza accumulata negli anni secondo le tradizioni moralistiche, non saranno più in grado di consigliarci, ma che con la consapevolezza di quanto è, scoperto l’inganno e colmato il fardello, si riuscirà con essi a fluire nella dimensione sperimentante. 

Quindi analizzando con attenzione ci accorgeremo poi quanto non possiamo decidere senza il consiglio della memoria, ossia la conoscenza limitata che possiede l’uomo. Sperimentare la vita senza la consapevolezza di quanto l’uomo è meccanico nei movimenti, si rischia di ottenere uno scontro permanente con l’infelicità. Questo perché il rumore riprodotto dalla conoscenza e dalle tradizioni, corpo e mente, vivranno nello spazio ridotto che qualcuno pensano gli stia offrendo. La visione, così, è limitata, concentrata in futili principi affinché si possa comprendere esattamente lo scopo primario della vita.  

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