La VISIONE della nostra realtà

 

Riteniamoci responsabili di ciò che è oggi la VISIONE della nostra realtà. Proprio così, il Karma seppur è un termine molto usato in questa generazione di spiritualisti, molto spesso viene accantonato ed incompreso in modo “pratico”. 

Gli “effetti” che hanno costruito-la-realtà odierna di un qualsiasi uomo, sono stati riprodotti da “cause” frutto delle proprie azioni precedenti in questa stessa vita. Se da piccoli, ad esempio, abbiamo
aspirato ad avere la patente per guidare la macchina, da grande avremo sicuramente la patente, è così anche con tutto il resto che abbiamo oggi a disposizione, che sia stato creato in modo conscio o inconscio non cambia il processo ultimo di creazione. Quindi se nella nostra nazione la legge fosse quella di guidare l’auto a 18 anni, abbiamo aspettato senz’altro quell’età prima che accadesse tale cosa dopo averla intenzionalmente desiderata. Tranne qualche caso specifico, come me che a 15 anni già guidavo di nascosto, sicuramente non sarò l’unico, ma questi casi sono da ritenere unici e a sé. Concentriamoci adesso a capire cosa siamo capaci di fare, e se realmente facciamo ciò che possiamo fare nel modo in cui potremmo realmente fare. 

Arriveremo ad un età avanzata che il centro di creazione, ossia l’intelletto e che anch’esso va suddiviso in più parti come coscio e inconscio, attuerà azioni in modo automatico; attraverso la conoscenza, i desideri, gli obiettivi, che faranno tutti parte di questo raggio di creazione, ma se tutto fosse limitato a singoli frammenti di vita vissuta e condizionata, a dei ricordi e racconti non sperimentati realmente, la nostra realtà quindi, sarà anch’essa limitata?

E già care anime, noi siamo qualcosa di più di ciò che crediamo di essere, sarà purtroppo difficile comprendere questo paradigma, ma è proprio così. Fin quando saremo limitati nella comprensione e nella consapevolezza, la nostra realtà sarà limitata a ciò che crediamo di essere. 

A 18 anni prenderemo la patente, mangeremo ciò che la società ci propone, aspireremo a cose che da piccoli giocavamo e che la stessa società ci disponeva, così il centro di creazione è condizionato da un sistema artificiale, mentre dovrebbe essere naturalmente radicato nell’essenza di noi stessi. L’essenza è la naturalità dell’essere, ognuno di noi è particolare, è un artista, un creatore indipendente, ma che per forze di cose ha imparato ad essere un creatore di idee già esistenti e inculcati da una nazione moralistica. 

Cercate di riflettere un attimo, che lavoro facciamo e perché lo facciamo? Quali sono gli obiettivi e perché sono in noi? La conoscenza che è immagazzinata nella mente, le attenzioni, gli interessi soggettivi ed oggettivi, sono qualcosa che hanno a che fare con il tutto? O semplicemente racchiudono un modo di fare di un piccolo pezzo di “vuoto cosmico”…? Sono certo che una piccola risposta arriverà nella vostra coscienza, è da quella piccola risposta si potranno ottenere grandi cambiamenti…

Vincolati da una visione complessa di come dovremmo essere, e se non fossimo in linea con ciò che crediamo di dover essere, saremo solo pieni zeppi di complessi, ovvero conflitti e sofferenze. 

Ci siamo mai lasciati andare ad un canto di uccelli? Al rumore delle foglie di prima mattina, che barcollano appesi ad un albero? Credete che non ha significato tutto questo…afflitti così dalla bramosia, dal potere, dalla materialità, non abbiamo abbastanza tempo per condividere l’essenza di noi stessi con la natura delle cose. Trasportati individualmente da credenze innaturali, come il dover accumulare tanto per essere qualcuno. 

Ciò che è, non potrà mai essere trasformato o cambiato dal ciò che vorremmo che sia. Invece possiamo cambiare ciò che vorremmo essere con ciò che è, perché ciò che vorremmo essere non appartiene alla famiglia dell’essere felice, soprattutto non appartiene al regno della libertà. Esseri liberi significa essere ciò che realmente siamo nella forma in cui viviamo. 

È difficile comprendere vero? 

Il mio impegno non è persuadere i miei simili ad imparare concetti e pratiche a memoria, promettendo di essere poi infine meno stressati, ma solo portare negli stessi una riflessione di ciò che risulta essere innaturale. Tutto ciò che è innaturale appartiene di conseguenza ad un centro artificiale, costruito, inventato dalla mente, quale noi dovremmo evitare nel percorso della nostra vita di essere innaturali. Naturalità delle cose significa coerenza, verità, armonia, felicità, libertà interiore e di pensiero, senza condizionamenti. E se la naturalità è tutte queste cose, l’uomo deve ispirarsi ad essere naturale eliminando tutto ciò che può essere in se stesso innaturale, questo può avvenire soltanto se lo stesso uomo si impegnasse a comprendere quanto egli oggi non è.

 

Essere liberi significa anche evadere dalla prigione psicologica che oggi affligge gli uomini. 

Buon Proseguimento antoniO… 

EVADERE DA NOI STESSI

 

EVADERE DA NOI STESSI

 

Saremo ciò che siamo, quando accetteremo la forma in cui viviamo.

Un essere umano nasce cresce e muore, questo processo è ormai assodato per tutte le categorie di persone, di qualsiasi genere o natura religiosa; il modo in cui interpretiamo ogni singolo di questo evento, invece, cambia…

Una filosofia può dire che in questo lungo/breve processo potremo ispirarci ad un personaggio che ha accertato una percezione oltre la mente, proponendo aneddoti interessanti per l’auto-realizzazione di se stessi. Una religione invece cerca di inculcare il rispetto in base ad un testo ben preciso. Una sorta di devozione verso una figura immaginaria, ma che rappresenta allo stesso tempo la creazione di tutta la materia ed anche dello spirito, che deve diffondersi nella psiche dell’essere attraverso insegnamenti costruiti appunto dall’uomo. Esistono dottrine di altro genere, che hanno deciso di programmare un percorso di auto-analisi, sostenendo l’esistenza di energie particolari e sottili, che influiscono in gran numero nella mente sperimentante, è così poi si riesce a percepire l’essenza dello spirito, “l’assoluto”. La scienza invece continua a trovare che tipo di forma potrebbe avere Dio, per accertare e trascrivere poi sulla carta la vera esistenza, e nel contempo si impegna a sostituire tale personaggio come meglio crede, poiché essa deve “scientificamente provarlo”. 

Ora voglio esprimere il mio rispetto verso ogni dottrina, filosofia, religione e scienza esistente, hanno fatto cose buone mentre il mondo peggiorava, e peggiora ancor ‘oggi in ogni ambito che si sperimenta l’uomo, spiritualmente, mentalmente e fisicamente; queste – poche – cose buone, fanno in me delle immagini rispettabili e fondamentali verso tali esemplari, unici nella loro struttura psico-evolutiva. 

Però emerge un particolare in ogni singolo essere umano che ho citato; purtroppo è frequente un malessere, o se fosse per voi più comprensibile – frequenza di infelicità…proprio così, l’infelicità si riserva lo spazio interiore in ognuno di loro come nel resto dell’umanità. Sotto alcuni punti di vista potremmo interpretare questo sentimento come un punto di riferimento fondamentale per l’uomo, una fonte di cui tutti possiamo berne, affinché ci si possa sviluppare gradualmente, trasmutando infine  questo malessere, in felicità, anche se quest'ultimo sarà destinato solo a poche persone. 

Per quanto vorremmo ancora resistere all’infelicità, da esseri umani non abbiamo abbastanza forze, quindi una soluzione diversa dobbiamo trovare, perché esiste…! 

Misurare ciò che è la nostra attuale realtà, è veramente facile. Bisogna però comprendere i mezzi necessari, perché per capire se la strada e il percorso di cui facciamo parte, fossero attendibili e utili a noi stessi, l’uomo deve arrendersi prima a tante cose presenti nella propria vita, quale gli impediscono di comprendere ciò che realmente è. 

Essere Uomo comporta delle responsabilità, che non possono essere razionalizzate concettualmente in modo semplice. Dobbiamo cercare di essere ciò che siamo nel momento in cui viviamo, questo però nella maggioranza dei casi non accade, l’uomo ha imparato a non vivere ciò che è nel momento in cui è. Così nasce la ricerca, fisica, mentale e spirituale, un immagazzinamento, un accatastamento di termini, abitudini, concetti razionali, pratiche e tutte queste cose, che mantengono l’uomo in uno stato di addormentamento. 

Ricerchiamo il posto giusto per stare bene con noi stessi e gli altri, ci rechiamo quindi verso questa meta di presunto benessere, ma appena arrivati in questo posto scelto e riscelto, ci sarà una signora di fianco che ci darà fastidio, solo perché parla tanto con l’amica e noi non possiamo rilassarci distesi al sole. Ricerchiamo una religione che sia in connessione con i nostri credo, però anche qui aspetteremo un ritiro o una riunione, per celebrare qualcosa di nuovo affinché si possano ricaricare le batterie spirituali. 

Da questi comportamenti saremo vittime, una sorta di meccanicità mentale, sempre condizionati da qualcosa o qualcuno, causa della non-consapevolezza, di conseguenza non riconosciamo l’importanza di ciò che l’universo ci dona nella forma in cui stiamo vivendo, ADESSO. 

Possiamo leggere un libro romantico ed essere in sintonia con noi stessi, o semplicemente mentre lavoriamo, nel servire qualcuno che ha bisogno di un nostro consiglio, questo può trasmettere armonia. Dobbiamo imparare a provare gratitudine non in un evento, ma nella quotidianità.

La vita procede in un solo verso, non ha forme ben precise, non ha insegnamenti criptati calzanti per un gruppo o per un singolo essere umano. La vita di per se insegna già come camminare e respirare, ora tocca a noi divenire discepoli della vita, mostrando che abbiamo veramente capito chi siamo e cosa siamo capaci di essere quando veramente riconosciamo l’essenza, capaci così di comprendere la continuità del momento, che frammentariamente ci appare come unico luogo, forma e spazio da dover vivere. 

 

Buon Proseguimento

antoniO 

Un Procedimento Divino

 

 Un Procedimento Divino

 

La Mente è “un-attrezzo” importante per la macchina Umana, potremmo definirlo il motore. Essa è veicolato da tendenze, giudizi, concetti, filosofie, religioni, modi di vivere attuali, e tante altre cose che sembrano essere enormemente confusionarie. 

La confusione va intesa come offuscamento di ciò che è, un vestito avvolto al naturale delle cose. Definiamo sin da ora questo vestito come Personalità o Ego, e cerchiamo di scendere più in profondità, anche se in modo molto limitato e con poche possibilità di riuscirci. 

Veicoliamo la nostra vita, macchina o altro che sia, attraverso tali influenze; in pratica saremo ciò che gli altri vogliono che noi siamo. Oggi l’uomo, definito evoluto, ha iniziato a percepire questo sistema, e già in tanti stanno cercando di evadere da questi condizionamenti.

 

Ma se la nostra vita, alle radici si è formata in modo innaturale, come potremmo adesso fluire nella naturalità delle cose?

Siamo nati dal niente, ossia diventati esseri-dal-non essere all’improvviso e come per natura, abbiamo assistito quindi ad un procedimento naturale DIVINO, che dovrà essere il primo insegnamento nella nostra VITA. 

 ( Tratto dal mio nuovo libro che uscirà a presto – MORIRE è Vivere )

 

“Un Procedimento Divino” …

 

Qualcuno alla nostra venuta, ha deciso di prendersi cura di noi al posto della divinità, o Natura…pensando di avere poteri e le giuste capacità per assumersi queste enormi responsabilità.

 

Ma nel percorso di pochi anni, non sarà difficile capire, accorgerci come così non è stato, peccato che proprio come abbiamo appena detto, si verificherà l’assurdità del sistema, ovvero l’inconsapevolezza di quanto ormai avvenuto. Siamo diventati degli esseri che quotidianamente lavorano e si sacrificano per “diventare” effettivamente qualcosa o qualcuno con un attributo saempre in più, condotti ad avere materiale ed attaccamenti. Ed è per questo che nasce nell'uomo il bisogno assoluto di – lavorare su di se -, e trascendere tutti i sistemi psicologici ormai caratterizzati nell'intrinseco del nostro essere innaturale.

 

UN PARADOSSO-DELLA NATURA.

 

Proviamo a riflettere un attimo, ritornando al procedimento avvenuto dal non-essere-all’essere. Essendo un dato di fatto, non dovremmo riscontrare opinioni in merito, altrimenti creeremo un nuovo paradigma esistente, ma arrivati a questo punto e secolo dobbiamo aspettarci anche delle negazioni ai dati di fatto, quindi spero che non accada in questa circostanza.

 

Diventati Esseri in questa dimensione, sia l'arrivato ed anche chi “intenzionalmente” ha deciso di farci divenire Esseri-con-Personalità, lasciano entrambi fluire Divinamente il procedimento che dura più o meno 9 mesi. Per tutti questi mesi nessuno potrà mai preoccuparsi fisicamente di aggiustare qualcosa, come ad esempio far crescere il naso, tanto meno se esso può infine crescere oppure no, così sarà anche con le dita o il fegato. Allora non risulta strano che ci preoccupiamo poi d’adulti, per come sarà il domani e come potrà essere…? Non dovremmo, giustamente, lasciar fluire proprio come abbiamo fatto sin dalla nascita, con il naso e il cuore…? Siamo nati e cresciuti in grembo divinamente, anche se preferisco dire “naturalmente” per non creare nuovi dogmi, e da grandi facciamo di tutto per ostacolare tutto ciò che è naturale. Persino le letture e i testi antichi, consigliavano quanto detto, ma l’uomo ancor ‘oggi commette questo errore così rudimentale, che lo conduce a vivere in modo innaturale, contro natura. 

 

Quindi se fosse tangibile la natura nei nostri pensieri, possiamo poi analizzare che le paure, le incertezze e così via, hanno un centro artificiale che non ha che fare con la naturalità delle cose, ma che risultano essere del tutto innaturali. Ad esempio, la mamma, amerà suo figlio per come la natura glie lo darà, ma nella propria vita avrà da discutere di quanto bello o brutta sia la realtà che vive…Pensate che esista davvero qualcosa che può essere definito brutto o bello all’infuori della relatività? 

È su quali basi, ovviamente naturali, potremmo definire tale ciò che stiamo valutando…? 

 

Concludo col dire:

L’uomo purtroppo oggi vive di sola innaturalità delle cose, e con fatica riesce ad essere felice, appunto perché la felicità risiede nella naturalità di ciò che siamo. 

 

Buon Proseguimento

antoniO…