Una Nuova “Epoca”

Una Nuova “Epoca“:

In virtù di una nuova epoca, un nuovo modo di pensare, una nuova coscienza che sembra essere piuttosto desiderata da molte persone, le stesse si stanno risvegliando a questa dimensione. Da molti anni si aspettava questo preciso momento, niente di che è cambiato tra prima ed ora, ma questo periodo sta tracciando una importante questione spirituale presente in tutti gli uomini. Non possiamo negare queste nuove energie, modi diversi di vedere la vita, ma non possiamo far finta di non sapere che non comprendiamo assoluatmente l’essenza del cambiamento che deve verificarsi. Questo addormentamento, nonché l’inconsapevolezza di ciò che sono le proprie origini e gli scopi che ne derivano, conduce tutti a sfolgorare la visione dell’essenza dell’uomo. Le abitudini costruite dall’uomo stesso, hanno reso tangibile uno stato di paura, di infelicità e di sofferenza generale senza la minima consapevolezza. Viviamo in queste zone oscure sulla terra, pensando che tutto sia normale e costituzionale. 

“Non si potrebbe costruire un castello su delle fondamenta laddove anche una casetta di legno artigianale, non reggerebbe il minimo soffio di vento…”

 

Così vogliamo essere uomini senza comprenderne gli scopi, adoperando le abitudini e la morale della psiche acquisita, che mai potranno rendere viva la propria vita. Abbiamo l’assoluta necessità, o meglio dire – necessità – dopo che ci siamo abituati, di conformarci continuamente a qualcosa in ogni ambito di sperimentazione fisica, mentale e spirituale. 

Abbiamo acquisito una sorta di illusione psicologica, sino al punto di provare emozioni artificiali e preconfezionati; la coscienza individuale è qualcosa che ha che fare con l’universo e non con una sola nazione, detto questo, l’emozione superiore quella naturale e che pervade ogni uomo, appartiene alla coscienza del tutto, ossia dell’universo. La coscienza conformata ad una nazione o ad un usanza qualsiasi come ad esempio fare coppia in Calbria piuttosto che a Milano, fa decisamente difficoltà a provare – emozioni vitali – perché è condizionata dalla morale di zona. 

Ogni essere esistente, che prende interamente e totalemnte parte del creato, ha un proprio ciclo definito naturale, nascita crescita e morte in questa dimensione, allo stesso modo in cui anche noi uomini prendiamo parte. Però è strano, e confermatemelo, come ci emozioniamo solo davanti ad un parto di un “bellissimo” bambino, perché se fosse bruttino nemmeno ci emozioniamo, restando inerti invece, quando fiorisce una semplice rosa o partorisce una meravigliosa gallina; seppur anch’essi si manifestano attraverso il ciclo naturale dell’universo. 

La morale restringe la visione dell’uomo condizionandolo sopratutto nelle emozioni. L’uomo oggi non può provare emozioni superiori, perché vive nella dimensione della mente, delle abitudini, adopera una coscienza nazionalistica, e non ha nessuna voglia di risvegliarsi a questo enorme problema. 

L’uomo ricerca continaumente queste emozioni, perché sono vitali allo stesso modo in cui la macchina necessita del carburante, e lo facciamo da per tutto, pensando che qualcosa dall’esterno come il denaro, la compagna o la religione, può darci questa essenziale sostanza per mantenere vivace la vitalità di noi stessi. 

C’è tanto da dover scrivere inerente a questo meccanismo divenuto normale in tutte le persone di qualsiasi rango sociale, ed è per questo che ho deciso di farne un libro dedicato a tutti coloro che hanno veramente voglia di riflettere sui propri problemi…

..A BREVE! 

 

 

 

 

 

 

 

UN ABBRACCIO…antoniO

Essere Desti

 

Essere desti:

Possiamo pensare di essere svegli soltanto perché sappiamo come evitare un incidente, oppure perché non ci lasciamo fregare da un ladruncolo mentre prova a rubarci il portafoglio. Questo pensiero di risveglio è decisamente limitato per ciò che realmente il risveglio vuol intendere. In primis, c’è l’assoluto bisogno di saper accettare il momento presente così com’è. L’uomo purtroppo non è capace di guardare – la vita -oltre quello che i propri occhi e orecchie propongono, non può perché egli è meccanizzato da un sistema psicologico non riconosciuto. 

“Chissà quante volte avrete letto questo argomento, strano però, lo state rileggendo; forse perché vi siete creato voi questa situazione, oppure perché state rispecchiando qualcosa di non-identificato, ovvero non-identificato da quel sistema psicologico di cui vi parlavo…”

Dunque questo meccanismo di cui voglio parlarvi, e credo che non sia il solo a parlarne, riguarda tutto ciò che esiste come reale nella vostra mente. In ambito conoscitivo abbiamo imparato a vivere la nostra quotidianità in un certo senso molto limitato. Nella nostra vita tutto ha un ruolo, e nei ruoli ancora non ricoperti, ci imbattiamo per occuparli a qualsiasi costo, un costo pagato alla fine con la salute oppure semplicemente con il denaro. 

In base alla nostra infanzia vissuta abbiamo imparato a conoscere questi ruoli e la loro importanza, che tipo di ruolo si doveva assumere affinché si venisse rispettati e considerati affinché il nostro di ruolo potesse infine essere un grado in più rispetto agli altri. A tutto questo è stato dato un insegnamento razionale, che non transige, specie sul discernimento creato dallo stesso uomo evoluto. Nel momento in cui uno di questi ruoli, che sino ad un certo momento è stato soltanto un immagine focalizzata da dover raggiungere e materializzare, e che solo in seguito poi diventa una priorità assoluta di identificazione, se tale non venisse definito (il ruolo), riscontrando di conseguenza benessere per la propria personalità, noi uomini di debole sentimento, saremo destinati ad una lunga sofferenza. 

Il paradosso è che anche nelle religioni ciò accade, il prete che vuole diventare vescovo, il vescovo cardinale e così a continuare…oppure in politica, il cittadino che vuol diventare consigliere e il consigliere che vuol diventare assessore…in ogni ambito sociale le ambiguità saranno sempre le stesse, ottenere sempre più potere derivante dall’immaginazione di essere qualcuno secondo il nostro ego…

Quindi, il sistema psicologico “pre-confezionato” dell’uomo procede sempre nello stesso verso, che in questo percorso di vita terrena, resterà addormentato da queste pretese senza nessuna consapevolezza. Un uomo che mira allo scopo primario, nonché essere libero da questi condizionamenti, comprenderà il sistema e cercherà attraverso un lavoro interiore di ritrovare l’essenza di ciò che realmente può donargli felicità, armonia e benessere. Il potere non potrà mai offrire in cambio questi sentimenti naturali, poiché la natura del potere è divisione, distruttività e quant’altro. Avere denaro può trasmigrarsi in potere o umiltà, essere presidente di una nazione, o direttore di una banca, o anche essere cardinale piuttosto che Papa, funzionerà sempre alla stessa maniera, quindi ciò che non va bene è l’ambiguità dei nostri pensieri in ciò che vorremmo essere, e non essere ricco o presidente. L’ego progetta per se stesso e non per la società, l’anima o l’essenza invece, una volta ritrovata e compreso il suo valore umanistico, opera nell’universo come parte integrante del creato, senza tempo, lo stesso di cui prima, in capo all’ego, doveva tener conto oltre a dargliene.

Cari amici, essere desti quindi va oltre il controllo di ciò che esiste come materia intorno a noi, ma siamo chiamati a scoprire i nostri desideri inconsci, con una responsabilità aggiunta a quella ordinaria minima di comprensione, ossia scoprire l’essenza e l’entità naturale dell’uomo in generale, cosicché possiamo domare la personalità propria e percepire finalmente – il velo della libertà – che dimora dentro di noi. 

 

Buon Proseguimento..antoniO