L’esigenza del cambiamento

 

L’esigenza del cambiamento

 

Mi accorgo molto spesso “quanto diverso sono”, non è un atto di superbia né un vanto. Ciò mi viene fatto notare da chi mi circonda anche se infine non ne esige il bisogno affinché io possa capirlo sa solo, poiché esiste una certa consapevolezza in me che mi rende partecipe di tale fatto. Allora mi chiedo, se fosse “più giusta” la mia diversità oppure “più sbagliata” la normalità del sistema di massa. Fermo restando che, non è un lamento o una critica, ma una riflessione tra me e il lettore affinché si possa arrivare a comprendere cosa è più giusto per noi stessi in questa dimensione. 

Purtroppo gli esseri umani non amano riflettere a lungo su ciò che può essere giusto o sbagliato, questa è una delle prime verità; a dirlo di certo non sono io, ma sono i dati che presentano le civiltà odierne. Nonostante una vita ridotta a poco, ossia al dover soffrire perennemente e facilmente per poco e per niente, essi si ostinano a credere che la vita è così come essa si presenta. 
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Se vi dicessi che esiste una via d’uscita, che esistesse un luogo dove si può essere felici, la risposta sapete quale sarebbe…? IO NON SOFFRO…!

La demenza allo stato puro.

Si accetta di essere sofferenti solo quando il dolore è tangibile, ma spesso questo dolore si manifesta mimetizzandosi in sentimenti e sensazioni sconosciuti, SIAMO INFELICI INCOSCIAMENTE. 

Abbiamo delle giustificazioni per le nostre sofferenze, sofferenze di qualunque genere, ossia quei desideri inesauditi, ed è questo che allunga la permanenza di tali sentimenti impuri. Non ci chiediamo appunto se quel desiderio fosse giusto o sbagliato, ma desideriamo e basta, una sorta di meccanismo automatico non riconosciuto dalla psicologia ordinaria. Addirittura delle volte capita di leggere, come se non bastasse, degli aforismi pubblicizzati da media e giornali importanti, che ci incoraggiano a doverlo fare perché da esseri umani lo meritiamo, e così il sistema continua a catturare la nostra felicità naturale e soprattutto umana. 

Tante persone, quasi tutte, si concentrano a risolvere o creare problemi, talmente futili, che non riesco a rimanere fermo davanti al rudimentale modo di fare, così mi è rimasto solo da sorridere e continuare a migliorare la mia amata “anormalità”. 

Per fortuna sono riuscito ad oltrepassare la fobia dell’aereo, grazie – all’oltre – ho capito che non avevo proprio paura di volare, ma che qualcuno mi aveva fatto credere che fosse pericoloso e insicuro l’aereo, ed oggi posso finalmente scoprire le varie abitudini che l’uomo si è creato in varie parti del mondo. 

È curioso scoprire come in un posto del mondo si possa fare una determinata cosa, ed in un altro è vietato a tal punto da essere punibile legalmente; ed è così che ebbe inizio la diversità tra nazioni e culture. 

Allora, chi deve dirci ciò che è giusto o sbagliato, se in una nazione è possibile fare una cosa mentre in un’altra non lo è…? 

La vera scoperta fu stata, quando capii quanto le religioni influiscono nella psiche dei cittadini. La mia domanda seguente fu: ma come, la religione non è Dio? E se da nazione a nazione cambiano le abitudini, è più che normale l’esistenza di molteplici DIO…Caspita, però deve esserci “Uno” che ha creato tutto e tutte le nazioni…? E se esistesse questo UNO, cosa avrà fatto uguale per tutti? Chi più di questo UNO può dirmi/darmi e indirizzarmi verso il giusto…Un comportamento giusto che raggruppa l’intero creato, OGGI suddiviso in culture, nazioni, religioni e governi…?

Mi capite vero?

 

Rileggete d’accapo se non dovreste comprendere bene queste parole, perché è veramente importante, può cambiare la vostra visione della vita. 

 

Capii che ciò che definivano il termine religione, legge, civiltà, bene o amore, ecc, era PURA MORALITA’ derivata. Questo Uno lo trovai, lo esplorai, e la prima cosa che mi disse fu stato proprio questo, sicuro che vuoi tali risposte…? Perché le stesse potranno costruire un nuovo sistema di pensare definito anormale, un pensare diverso da quello che ne è oggi nella tua mente piena e bramosa, corrotta dalla moralità della religione o dall’ideologia della civiltà massonica. 

Ricordo che avevo paura di queste affermazione improvvise arrivate da una ricerca intensa ed interiore, inizia a percepire la diversità che tutti oggi mi ricordano di avere, ma la cosa che oggi mi fa più PAURA è: LA NORMALITA’ CHE E’ IN ESSI…!

 

Ora voglio aggiungere due righe per proporvi non una soluzione al problema, ma un viaggio insieme in un Paese che può schiarire le vostre idee “NORMALI”…un viaggio organizzato direttamente da me in gruppo, e che potrete ricevere tutte le informazioni del programma completo mandandomi una email al info.antoniogiardino@gmail.com, dopo di che
riceverete tutto per email.

NON PERDETEVI QUESTA OCCASIONE…!

 

Un saluto antoniO…

 

 

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 PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA:

– NUOVO LIBRO – Morire è…Vivere

– Tour in INDIA – IN GRUPPO

info.antoniogiardino@gmail.com PER TUTTE LE INFO 

UNA ESPERIENZA UNICA

 

UNA ESPERIENZA UNICA: 

 

Dopo aver vissuto l’india per dieci giorni circa vi voglio raccontare in breve qualche esperienza che ha tracciato indelebilmente in me, un qualcosa di unico e irripetibile. 

Sono partito solo dall’Italia nonostante non parlassi l’inglese, credetemi non è facile. Tra una smorfia e l’altra sono riuscito ad arrivare nella capitale. Sin da subito, uscito dall’aeroporto mi accorsi quanto di strano c’era nell’aria. 

Caos, suoni, voci, canti ecc offuscavano la mia comprensione e presenza.

Credo che chiunque dovrebbe accettare la sfida di visitare questo paese, parlo di accettazione poiché in essa si debba avere un alto tasso di tolleranza e duttilità, ossia adeguamento a tutto ciò che sarà, alcuni esempi: Hotel – strade – macchine – clima – cibo

Ho impiegato un po’ per assimilare e accettare la permanenza nell’India, e solo chi vivrà tale paese potrà comprendere fino in fondo queste parole. Dopo pochi giorni capii quanto tutto era normale, questione di abitudine, così iniziarono le riflessioni e il lasciarmi andare in essa, fluendo con ciò che era in quel momento. Non badavo più ai monumenti, ne alle bellezze che tutti facevano FACILMENTE caso, ma osservai dettagliatamente tutto e tutti incommensurabilmente. Anche come facevano il gelato o trattavano un animale, iniziò ad illuminare la mia attenzione. 

Continuavo a vedere tutto strano, ero abituato ad un paese civile, ed anche se nella tv potei vedere qualche una cosa di questi paesi, bé dal vivo e senza nessun filtro, tutto è DIVERSO. Anche in India le cose stanno cambiando, gli occidentali aumentano e le loro inventive e modi civilizzanti stanno avanzando sempre di più, ma quei meravigliosi esseri umani senza tempo, sono inadatti ad una civiltà come l’occidente. 

Definiamo spesso la loro vita povera e misera, a dir il vero così è, però in egli giace la felicità, l’accontentamento e l’apprezzamento di un qualcosa che non appartiene al tempo. Non hanno personalità, e chi non ha personalità non conosce professione soggettiva o spazi e forme prescelte. 

Ciò che mi fece capire tanto questo particolare fu: “non tutti conoscono la loro data di nascita…

Mi sbalordì questo fatto, ero abituato ad assistere in Italia, compreso tutto l’occidente, persone che organizzavano le feste di compleanno molto tempo prima, e a volte anche suicidi per non averli potuti festeggiare. Quindi continuava ad essere ancora tutto strano.

Nessuno possedeva un orologio al polso, e per strada si usava suonare quando si voleva sorpassare un altro veicolo (compreso animali e carrette). Milioni di persone che sfrecciavano nel fango di un passato monsone che lasciò tracce da per tutto, e nessuno che litigava per la coda o per un banale urto tra mezzi(molto frequente), mentre qui le mie abitudini erano: vedere litigare le persone alla prima suonata per non aversi fermato al diritto di precedenza.

Vitelli, maiali, scimmie, cani e topi per strada a convivere con gli esseri
umani, sacri e rispettati allo stesso modo di come un italiano si comporta con
il proprio figlio appena nato.

Allora mi domandai: chi è il paese civilizzato?

Cos’è la civilizzazione che tutti i paesi stanno richiedendo?

Cosa c’è di buono in essa, e cosa no?

Quanti di noi mai potranno domandarsi tali cose?

Certo non è facile osservare la povertà in cui vivono quelle fantastiche persone, che dormono per strada e fanno la doccia nei fiumi o laghi; non si lamentano, non conoscono, e guardano i loro simili con la pelle di colore chiara, come se fossero extra-terrestri. Chiunque apre il cuore davanti a tutto questo, ma se lo stesso uomo quale si ritiene superiore a questa civiltà mal gradata, riuscisse a mettere da parte la morale che lo caratterizza, riuscirebbe a capire quanto i sofferenti non appartengono all’OSSERVATO, bensì la sofferenza e di chi OSSERVA. 

 

Potrei star qui a raccontarvi tanto altro, ma finisco qui il racconto invitandovi tutti a VENIRE CON ME nel tour prossimo, tutti insieme a gruppo…Uniti…sto organizzando personalmente tutto da qui, guida, autista, alberghi, monumenti da visitare ecc ecc…non perdetevi questa occasione. Venite e fare questa esperienza che mai nessuna altra volta e in nessun altro posto potrete fare…!

 

ALCUNI RIFERIMENTI AL TOUR DI GRUPPO:

il viaggio durerà circa 10 giorni e faremo il rajasthan con l’attraversamento nel deserto, molto usato in India, con i cammelli e osservando il meraviglioso tramonto.

Per altre info potrete contattarmi. Il costo varia, ovvero più saremo meno pagheremo, così funziona in INDIA. 

 

 UN ABBRACCIO DA antoniO…

 PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA:

– NUOVO LIBRO – Morire è…Vivere

– Tour in INDIA – IN GRUPPO

info.antoniogiardino@gmail.com PER TUTTE LE INFO