Cos’è la felicità?

 

Cos’è la felicità? 

Mettiamo da parte le definizioni soggettive, non cercate di essere d’accordo o meno con ciò che leggerete, ma provate a farne un’esperienza diretta – senza nessuna interferenza… 

Può esserci felicità – dove è tangibile l’infelicità? E la felicità può essere frammentaria? 

ARTICOLI

Se essa nelle nostre vite si manifesta a momenti, ossia frammentariamente, significa che vi è qualcosa che la sostituisce, quindi in seguito la vita risulta essere così, poco in equilibrio con la felicità… Sicuramente possiamo parlarne ben poco in questo post poiché essa richiede un enorme spazio di riflessione, ma cerchiamo insieme, adesso, di far nascere la curiosità affinché si possa comprendere effettivamente se in noi stessi c’è questo sentimento puro o NO… 

La felicità viene spesso ricercata in cose e persone, questo processo si svolge all’infuori di sé, di conseguenza essa non può che essere condizionata dagli eventi esterni. 

Ma la felicità, realmente, cos’è?

Si può acquistare al supermercato, a qualche negozio di vestiti o giocattoli? 

Se provassimo a osservare bene cosa sono le nostre azioni, ci accorgeremo sin da subito che ricerchiamo la felicità proprio in questi posti, ove essa non può mai esservi. La felicità, come detto, vi è quando non si presentano altri sentimenti paralleli a questi. Un individuo che cerca soddisfazione, gratitudine, fierezza, contentezza, in cose che sono materiali, e seppur ce le avrebbe tutte, non significa che egli è felice. La felicità, quindi, ha un rapporto intimo, un legame stretto, con la libertà. La libertà però non da intendere come libertà di espressione o movimento, poiché essa è qualcosa del tutto diversa. Un uomo che potrà essere felice soltanto quando avrà una macchina nuova, oppure un vestito più bello, egli in questo stato di pensieri non può ritenersi libero come pensa. La libertà manifesta nell’individuo qualcosa di molto più profondo, ossia il mancato condizionamento dall’esterno, egli così può essere felice in qualsiasi forma o spazio occupante, fluisce con l’esistenza e ciò che lui stesso si è creato intorno.   

Qualsiasi persona che si osserva, attraverso un lavoro di autoanalisi, può notare facilmente in se stesso questo stato di dis-equilibri. Osservando i propri pensieri si possono poi comprendere le pretese e i condizionamenti che ne derivano, e soprattutto come influiscono inutilmente nell’attuale realtà sperimentante. Possiamo dire di essere veramente felici soltanto quando in noi stessi non esiste frammentazione, dis-equilibrio, impermanenza, e quando questi mancano, è facile visionare la felicità. Possiamo dire che poche persone oggi riescono a nutrire questa energia naturale che proviene dalla definizione stessa della felicità. Essa è lì, stabile, incommensurabile, imperitura, intrinseca nell’essere, sta poi all’individuo trovarne le proprie radici.  

antoniO giardinO 

 PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA:

– NUOVO LIBRO – Un DIARIO con cui Riflettere

info.antoniogiardino@gmail.com PER TUTTE LE INFO 

Oltre la Visione

Oltre la Visione: 

La risposta può essere valida nel momento in cui in essa vi è testimonianza di ciò che è”. 

È raro che un uomo riesce ad esplorare senza interferenze ciò che è; per interferenze dobbiamo intendere l’esatto significato di cui ne può garantire l’efficienza di una risposta. Le interferenze, le cause che le generano, derivano dal mal funzionamento del sistema psicologico che si è creato negli uomini. È piuttosto serio il fatto, ed è ancor più difficile poter comprendere le cause che ci conducono a dover soffrire in ogni caso e situazione. Poterci riuscire significa avere a disposizione un’enorme quantità di energia da poter adoperare nell’analisi che non ha fine. L’energia può esservi quando la mente non ne adopera per futili cose, poiché come detto, arrivare a comprendere ciò che è, essia l’indiscutibile fatto, necessita di grosse quantità di energie. Però, dobbiamo capire fin anche il motivo di questa abitudine di spargere le energie futilmente. Ciò accade perché il sistema psicologico di cui si è coinvolti sin dalla nascita ha subìto dei condizionamenti assurdi e enigmatici. La mente non si rende disposta a scoprire quanto sotto realmente accade, poiché in ciò non avrebbe nessun ritorno di nessun genere, quale sino ad oggi è abituata a dover bramare. 

ARTICOLI

I condizionamenti che ostacolano gli uomini dalla corretta comprensione di ciò che è, sono le mancate esperienze da dovere affrontare “individualmente” e privi di insegnamento ordinario. Quindi chi scrive queste parole non ha niente che può darvi affinché questa esperienza non-comune possa effettivamente avvenire interiormente in voi. Mai, e dico mai, ci chiediamo cos’è il tempo, qual è il movimento che esso compie, e cosa implica realmente nella nostra realtà operativa, così facciamo anche con tutte le altre cose nella vita reale, che hanno in sé un significato importante per la realizzazione di se stessi in questa dimensione. 

Tutta la nostra vita è basata sulla conoscenza, è la conoscenza che è nell’uomo risulta essere enormemente limitata da fattori che ne testimoniano quanto detto. Poter descriverne le cause e gli effetti, ciò abbisogna di calma e silenzio mentale nell’individuo che vuole comprendere. Ma questa calma è impossibile in voi poiché distratti dal movimento del tempo, che conduce a restare intrappolati nel sistema millenario in cui tutti gli uomini ormai ve ne sono prigionieri. 

L’analisi, per quanto in queste parole ne possiamo dire, non può essere effettuata affinché il “sistema” partecipa nell’assoluta incoscienza dell’individuo. Il sistema agisce e reagisce secondo i credo, la tradizione e la posizione in cui ne è nato. L’essenza della verità, invece, esclude questa partecipazione, richiedendo decisamente la completa attenzione, senza quelle interferenze generate appunto dal sistema. 

Nessuno si pone domande serie ai fini di scoprire la nature delle cose, ad esempio una delle principale domande che non ci poniamo è: se veramente fosse necessario soffrire nella propria vita? Oppure quale è realmente la natura della vita, che integra la partecipazione dell’uomo? Così mai nessuno andrà fino in fondo per analizzare tale domande, rimanendo immutati fino alla morte. 

L’esaurimento nervoso che ha raggiunto oggi la società, in tutte le nazioni del mondo, è ad un livello enorme e sproporzionato, questo dato preoccupa chi riesce a vedere oltre il sistema che travolge ogni individuo. Nessun miglioramento nell’uomo può essere identificato come reale, e ciò lo testimonia la continuità delle guerre e della malvagità soggettiva e oggettiva che esiste ancora nelle relazioni dell’uomo, con chiunque egli si rapporta. Se provassimo ad analizzare le domande di cui abbiamo posto poco fa, scopriremo in primis questo dato di fatto che deve incuriosire l’essere nel procedere verso la strada della conoscenza totalitaria.

 

antoniO giardinO 

 PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA:

– NUOVO LIBRO – Un DIARIO con cui Riflettere

info.antoniogiardino@gmail.com PER TUTTE LE INFO 

Un’ampia Visione

Un’ampia Visione

 

Definire in modo ampio l’uomo, l’animale, il pesce, l’albero, il mondo, in tutte le sue sfumature conduce l’essere ha spiegazioni teoriche futili. Tutti siamo d’accordo sul fatto che insieme – l’intero – forma quella cosa che viene chiamata VITA. Anche se l’uomo in particolare, unica specie esistente come parte cosciente, non si è mai posta la domanda di come tutto abbia avuto inizio. Oppure se l’ha fatto senz’altro ne ha tratto delle inutili teorie scientifiche o religiose. 

Si parla di essenza, ma in essa non si è mai nessuno precipitato fino in fondo per capirne l’esatto significato. La conoscenza, tutto quello che ne è derivato dalla mente dell’uomo, ostacola l’analisi accurata che l’uomo dovrebbe effettuare per comprenderne l’entità reale. L’evoluzione coscienziale, ossia tutte le invenzioni create dall’uomo, hanno tangibilmente testimoniato nella sperimentazione della vita, degli errori, è ciò diventa reale quando proviamo ad osservare quanto accade oggi nel mondo. La natura intrinseca delle cose, qualsiasi cosa, ha un netto significato al senso del processo naturale della vita, ma che non può essere analizzato secondo i parametri dell’attuale conoscenza che è oggi nelle menti. 

Quando si prova ad analizzare qualcosa, senza chiamare in causa la conoscenza teorica e scientifica di ogni cosa, si può così percepire l’essenza di sé in collegamento con l’intero creato. Il corpo, in collaborazione con la mente, è divenuta un mezzo caotico affinché una precisa ed attenta analisi può essere effettuata. In tanti ricorrono alle meditazioni o pratiche di silenzio, per poter colmare quel fardello che avviene quotidianamente nell’essere. 

ARTICOLI

Il rispetto, inteso diversamente dal solito, è la giusta comprensione del significato della vita che in seguito conduce tutti a stabilire una stretta connessione con l’armonia del tutto. Quando si è arrivati a percepirne l’esatto significato ogni cosa diventerà reale e integra, ossia assumerà una bellezza che la mente non ne identifica l’entità reale. I filtri, ad esempio, gli occhi o la memoria che raggruppa tutta la conoscenza accumulata negli anni secondo le tradizioni moralistiche, non saranno più in grado di consigliarci, ma che con la consapevolezza di quanto è, scoperto l’inganno e colmato il fardello, si riuscirà con essi a fluire nella dimensione sperimentante. 

Quindi analizzando con attenzione ci accorgeremo poi quanto non possiamo decidere senza il consiglio della memoria, ossia la conoscenza limitata che possiede l’uomo. Sperimentare la vita senza la consapevolezza di quanto l’uomo è meccanico nei movimenti, si rischia di ottenere uno scontro permanente con l’infelicità. Questo perché il rumore riprodotto dalla conoscenza e dalle tradizioni, corpo e mente, vivranno nello spazio ridotto che qualcuno pensano gli stia offrendo. La visione, così, è limitata, concentrata in futili principi affinché si possa comprendere esattamente lo scopo primario della vita.  

 PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA:

– NUOVO LIBRO – Un DIARIO con cui Riflettere

info.antoniogiardino@gmail.com PER TUTTE LE INFO 

L’equilibrio della psiche

 

 L’equilibrio della psiche

È bello pensare che potrebbe esistere una strada per poter diventare ciò che realmente siamo, per conquistare la felicità o il magnetismo perfetto per stare infine economicamente meglio. Questi pensieri, che diventano convinzioni nella psiche umana, sopprimono quelle poche possibilità di risvegliarci alla dimensione realistica. 

In giro se ne sentono di tutti i colori, hanno inventato qualsiasi tipo di definizione, che ritrae una possibilità di risveglio…

..ma risveglio a cosa – e di cosa?…se non siamo coscienti che dormiamo, e nemmeno sappiamo in che modo interpretarlo. Se non scoprissimo prima tutto il marcio che è in noi, i nostri pensieri sbagliati, le nostri abitudini, i meccanismi automatici che fanno della nostra creatività un ossessione, della nostra libertà la sofferenza…trasmigrando il senso primario della vita in qualcosa di materialmente usufruibile, come potremmo risvegliarci senza prima la giusta comprensione di ciò che “ORA siamo”. 
ARTICOLI

Effettuando l’accesso in un cammino di risveglio, di rinascita, senza la consapevolezza di quanto non comprendiamo la vita, si otterrà così una visuale ridotta di ciò che realmente siamo e cosa è realmente la vita; non andremo da nessuna parte, ma avremo sempre maggiore sofferenza. Per incamminarci nel viaggio verso la rinascita, ossia una rinascita da intendere spirituale, bisogna necessariamente piantare dei punti fermi cosicché possiamo misurare ogni nostro pensiero o azione – assiduamente. Poter creare questa nuova visione della vita, richiede un profondo sforzo che in pratica altro non è, che disintegrare le vecchie personalità raggiunte con la bramosia di avere qualcosa con un rapporto intrinseco col potere, anch’esso da intendere diversamente da come concepito sino ad oggi. 

Studiare se stessi è cosa buona, ma non è facile come sembra. Se fosse stato una materia da dover studiare a scuola sicuramente non eravamo qui a scrivere, ma purtroppo ciò non può essere né insegnato ne indottrinato da nessuno. 

Esistono diversi modi affinché possiamo divenire più desti nella vita, che non è un aumento di furbizia per fare soldi o diventare facilmente qualcuno che ha qualcosa più degli altri, bensì essere più desti davanti alla sofferenza e divenir così felici in una realtà mal concepita oltre che psicologicamente distrutta. Queste modalità, ossia situazioni che possono attuare uno sforzo conscio e spaziare in altre dimensioni coscienziali, possono essere raggiunte nella vita da persone che col tempo riescono finalmente a percepire energie diverse interiormente, e che conduce a pensare che la vita non è tutto quello che pensiamo che sia. Questo primo pensiero fa strada, un inizio di esplorazione di ciò che prima non osavamo sperimentare minimamente, ad esempio la sperimentazione intrinseca – delle proprie paure. Ciò conduce per forza di cose a oltrepassare i propri limiti, giorno dopo giorno, imparando a vivere l’attimo sfuggente, senza dare più spazio a pensieri immaginari che vanno in spazi e forme diversi di quello in cui si trova la realtà veritiera. Arrivare a questo stato di consapevolezza, uno stato di coscienza naturale, quale si percepisce il valore primario di ogni cosa, l’uguaglianza e l’integrità dell’universo, richiede lavoro assiduo dell’individuo che è disposto con fervore e gratitudine ad affrontare quotidianamente. Egli Comprende e intuisce sin da subito che deve cambiare qualcosa, se volesse realmente esprimere se stesso con magnificenza. 

Quindi amici cari, potrete affidarvi a chiunque, a qualsiasi prete, guru o coach spirituale, non è detto che essi non siano nella vostra stessa situazione o ancora peggio, più addormentati di voi. 

 

UN ABBRACCIO DA antoniO! 

 

 PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA:

– NUOVO LIBRO – Morire è…Vivere

– Tour in INDIA – IN GRUPPO

info.antoniogiardino@gmail.com PER TUTTE LE INFO 

La strada dell’essenza di noi stessi

La strada dell’essenza di noi stessi

 

Ogni giorno della mia vita mi ritengo fortunato. La parola stessa le definisco – ovviamente – formale, niente di accidentale, una pura definizione a ciò che riesco ad essere. Posso ritenermi fortunato perché sono felice, ma la fortuna, mi rendo conto, che non basta per esserlo. Ognuno di noi costruisce ogni minuto in divenire della propria vita, che sia malinconico, felice, infelice, rabbioso, distruttivo o costruttivo, non cambia…quando l’essere comprende fino in fondo questo tipo di fortuna, allora può arrivarvi la responsabilità di ciò che è l’attuale e propria realtà. 

Ogni attimo, ogni minuto o secondo, oggigiorno sono per me essenziali, ho dato loro il giusto spazio, eliminando tutto quelle cose che occupavano il loro spazio ingiustamente. Così ho fatto anche con le altre cose, iniziando a concedere loro il giusto “posto e spazio”; così essi, finalmente, mi concedevano di produrre nuovi pensieri e nuove idee di vita. Allorché qualcosa di nuovo costatai: esiste una strada che nessuno o quasi, percorre…è scomoda, traballante ed afosa. 

Questa strada la definisco: l’essenza dello spirito di se stessi, ossia la strada di Dio!
ARTICOLI

Tante risposte hanno decisamente riempito/occupato quegli spazi che
illuminano giornate lunghe e pacifiche.

Più di qualche uomo ha trasformato quella strada di cui vi parlo, in qualcosa che non gli assomiglia minimamente. Egli per lungo tempo ha percepito l’esistenza di questa strada, l’essenza, ma non l’ha mai esplorata, così ne ha costruita una a modo proprio. I risultati però non sono stati eccellenti, anzi direi distruttivi. 

Tante religioni cercano di spiegare a modo proprio quale potrebbe essere il modo in cui si dovrebbe seguire l’esempio, ma nessuna di essa ha mai fatto la volontà dello spirito, di Dio, ancor di più – non la comprende. Tutte le nostre scelte che siano religiose, professionali o umanitarie, provengono da una mentalità acuta e limitata ad un rango ben preciso di persone, che sfortunatamente non hanno mai conosciuto la strada di Dio o la propria ESSENZA.  

Ad oggi risultiamo essere delle perfette macchine biologiche, e l’unica cosa di veramente perfetto in noi stessi, è l’ipocrisia in cui viviamo pienamente. Se queste parole venissero prese sul serio, se fossero esplorate fino in fondo, senza la corruzione spietata del nostro “modo” di essere, non ci mettessimo molto a capire e poi comprendere, quanto di vero si è detto. 

Abbiamo interessi di vario genere, è lo spazio per interessarvi a ciò lo si trova senza nessun problema, ma per la strada di Dio, per conoscere fino in fondo se stessi, ancor’oggi spazio non ve ne è. La macchina ha imparato a pensare che lo spirito, l’umiltà, la consapevolezza, la giusta comprensione, deve essere rinchiuso in una comunità definita cattolica, buddhista, sic, hindu, ecc…ma in esse non vi è spirito giusto affinché ciò può essere veramente esplorato. 

La spiritualità è l’adattamento a ciò che realmente siamo, il rispetto per l’intero creato (Non fare agli altri ciò che non faresti a te stesso – non dice alle altre persone, ma “AGLI ALTRI”); nutrire abbastanza amore per se stessi, perché solo così poi può propagarsi all’esterno e sopratutto allo stesso modo di com’è dentro di voi (Ama il tuo prossimo come te stesso – anche qui non si riferisce a persone, ma AL TUO PROSSIMO, all’intero mondo circostante). Questi passi biblici citati, pur essendo presenti come primi principi di vita, non sono quasi mai rispettati nelle vite dei religiosi praticanti, quindi l’intera comunità significa che è influenzata non da Dio, ma da qualcos’altro…………! 

Possiamo assaporare il profumo della vita, finalmente la via giusta, la strada di Dio…soltanto dopo la trascendenza delle abitudini, diventate oramai automatiche per tutta l’umanità senza nessuna distinzione, quale oscurano la strada e la via che reca alla pace e all’amore, a Di..ossia a se stessi. 

E facile proclamare l’amore, professarlo, quando tutto è a spese degli altri, dobbiamo imparare a essere noi Dio, egli non può prendere il nostro posto bensì può essere solo un esempio da poter seguire. 

 PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA:

– NUOVO LIBRO – Morire è…Vivere

– Tour in INDIA – IN GRUPPO

info.antoniogiardino@gmail.com PER TUTTE LE INFO 

L’esigenza del cambiamento

 

L’esigenza del cambiamento

 

Mi accorgo molto spesso “quanto diverso sono”, non è un atto di superbia né un vanto. Ciò mi viene fatto notare da chi mi circonda anche se infine non ne esige il bisogno affinché io possa capirlo sa solo, poiché esiste una certa consapevolezza in me che mi rende partecipe di tale fatto. Allora mi chiedo, se fosse “più giusta” la mia diversità oppure “più sbagliata” la normalità del sistema di massa. Fermo restando che, non è un lamento o una critica, ma una riflessione tra me e il lettore affinché si possa arrivare a comprendere cosa è più giusto per noi stessi in questa dimensione. 

Purtroppo gli esseri umani non amano riflettere a lungo su ciò che può essere giusto o sbagliato, questa è una delle prime verità; a dirlo di certo non sono io, ma sono i dati che presentano le civiltà odierne. Nonostante una vita ridotta a poco, ossia al dover soffrire perennemente e facilmente per poco e per niente, essi si ostinano a credere che la vita è così come essa si presenta. 
ARTICOLI

Se vi dicessi che esiste una via d’uscita, che esistesse un luogo dove si può essere felici, la risposta sapete quale sarebbe…? IO NON SOFFRO…!

La demenza allo stato puro.

Si accetta di essere sofferenti solo quando il dolore è tangibile, ma spesso questo dolore si manifesta mimetizzandosi in sentimenti e sensazioni sconosciuti, SIAMO INFELICI INCOSCIAMENTE. 

Abbiamo delle giustificazioni per le nostre sofferenze, sofferenze di qualunque genere, ossia quei desideri inesauditi, ed è questo che allunga la permanenza di tali sentimenti impuri. Non ci chiediamo appunto se quel desiderio fosse giusto o sbagliato, ma desideriamo e basta, una sorta di meccanismo automatico non riconosciuto dalla psicologia ordinaria. Addirittura delle volte capita di leggere, come se non bastasse, degli aforismi pubblicizzati da media e giornali importanti, che ci incoraggiano a doverlo fare perché da esseri umani lo meritiamo, e così il sistema continua a catturare la nostra felicità naturale e soprattutto umana. 

Tante persone, quasi tutte, si concentrano a risolvere o creare problemi, talmente futili, che non riesco a rimanere fermo davanti al rudimentale modo di fare, così mi è rimasto solo da sorridere e continuare a migliorare la mia amata “anormalità”. 

Per fortuna sono riuscito ad oltrepassare la fobia dell’aereo, grazie – all’oltre – ho capito che non avevo proprio paura di volare, ma che qualcuno mi aveva fatto credere che fosse pericoloso e insicuro l’aereo, ed oggi posso finalmente scoprire le varie abitudini che l’uomo si è creato in varie parti del mondo. 

È curioso scoprire come in un posto del mondo si possa fare una determinata cosa, ed in un altro è vietato a tal punto da essere punibile legalmente; ed è così che ebbe inizio la diversità tra nazioni e culture. 

Allora, chi deve dirci ciò che è giusto o sbagliato, se in una nazione è possibile fare una cosa mentre in un’altra non lo è…? 

La vera scoperta fu stata, quando capii quanto le religioni influiscono nella psiche dei cittadini. La mia domanda seguente fu: ma come, la religione non è Dio? E se da nazione a nazione cambiano le abitudini, è più che normale l’esistenza di molteplici DIO…Caspita, però deve esserci “Uno” che ha creato tutto e tutte le nazioni…? E se esistesse questo UNO, cosa avrà fatto uguale per tutti? Chi più di questo UNO può dirmi/darmi e indirizzarmi verso il giusto…Un comportamento giusto che raggruppa l’intero creato, OGGI suddiviso in culture, nazioni, religioni e governi…?

Mi capite vero?

 

Rileggete d’accapo se non dovreste comprendere bene queste parole, perché è veramente importante, può cambiare la vostra visione della vita. 

 

Capii che ciò che definivano il termine religione, legge, civiltà, bene o amore, ecc, era PURA MORALITA’ derivata. Questo Uno lo trovai, lo esplorai, e la prima cosa che mi disse fu stato proprio questo, sicuro che vuoi tali risposte…? Perché le stesse potranno costruire un nuovo sistema di pensare definito anormale, un pensare diverso da quello che ne è oggi nella tua mente piena e bramosa, corrotta dalla moralità della religione o dall’ideologia della civiltà massonica. 

Ricordo che avevo paura di queste affermazione improvvise arrivate da una ricerca intensa ed interiore, inizia a percepire la diversità che tutti oggi mi ricordano di avere, ma la cosa che oggi mi fa più PAURA è: LA NORMALITA’ CHE E’ IN ESSI…!

 

Ora voglio aggiungere due righe per proporvi non una soluzione al problema, ma un viaggio insieme in un Paese che può schiarire le vostre idee “NORMALI”…un viaggio organizzato direttamente da me in gruppo, e che potrete ricevere tutte le informazioni del programma completo mandandomi una email al info.antoniogiardino@gmail.com, dopo di che
riceverete tutto per email.

NON PERDETEVI QUESTA OCCASIONE…!

 

Un saluto antoniO…

 

 

ARTICOLI

 PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA:

– NUOVO LIBRO – Morire è…Vivere

– Tour in INDIA – IN GRUPPO

info.antoniogiardino@gmail.com PER TUTTE LE INFO 

UNA ESPERIENZA UNICA

 

UNA ESPERIENZA UNICA: 

 

Dopo aver vissuto l’india per dieci giorni circa vi voglio raccontare in breve qualche esperienza che ha tracciato indelebilmente in me, un qualcosa di unico e irripetibile. 

Sono partito solo dall’Italia nonostante non parlassi l’inglese, credetemi non è facile. Tra una smorfia e l’altra sono riuscito ad arrivare nella capitale. Sin da subito, uscito dall’aeroporto mi accorsi quanto di strano c’era nell’aria. 

Caos, suoni, voci, canti ecc offuscavano la mia comprensione e presenza.

Credo che chiunque dovrebbe accettare la sfida di visitare questo paese, parlo di accettazione poiché in essa si debba avere un alto tasso di tolleranza e duttilità, ossia adeguamento a tutto ciò che sarà, alcuni esempi: Hotel – strade – macchine – clima – cibo

Ho impiegato un po’ per assimilare e accettare la permanenza nell’India, e solo chi vivrà tale paese potrà comprendere fino in fondo queste parole. Dopo pochi giorni capii quanto tutto era normale, questione di abitudine, così iniziarono le riflessioni e il lasciarmi andare in essa, fluendo con ciò che era in quel momento. Non badavo più ai monumenti, ne alle bellezze che tutti facevano FACILMENTE caso, ma osservai dettagliatamente tutto e tutti incommensurabilmente. Anche come facevano il gelato o trattavano un animale, iniziò ad illuminare la mia attenzione. 

Continuavo a vedere tutto strano, ero abituato ad un paese civile, ed anche se nella tv potei vedere qualche una cosa di questi paesi, bé dal vivo e senza nessun filtro, tutto è DIVERSO. Anche in India le cose stanno cambiando, gli occidentali aumentano e le loro inventive e modi civilizzanti stanno avanzando sempre di più, ma quei meravigliosi esseri umani senza tempo, sono inadatti ad una civiltà come l’occidente. 

Definiamo spesso la loro vita povera e misera, a dir il vero così è, però in egli giace la felicità, l’accontentamento e l’apprezzamento di un qualcosa che non appartiene al tempo. Non hanno personalità, e chi non ha personalità non conosce professione soggettiva o spazi e forme prescelte. 

Ciò che mi fece capire tanto questo particolare fu: “non tutti conoscono la loro data di nascita…

Mi sbalordì questo fatto, ero abituato ad assistere in Italia, compreso tutto l’occidente, persone che organizzavano le feste di compleanno molto tempo prima, e a volte anche suicidi per non averli potuti festeggiare. Quindi continuava ad essere ancora tutto strano.

Nessuno possedeva un orologio al polso, e per strada si usava suonare quando si voleva sorpassare un altro veicolo (compreso animali e carrette). Milioni di persone che sfrecciavano nel fango di un passato monsone che lasciò tracce da per tutto, e nessuno che litigava per la coda o per un banale urto tra mezzi(molto frequente), mentre qui le mie abitudini erano: vedere litigare le persone alla prima suonata per non aversi fermato al diritto di precedenza.

Vitelli, maiali, scimmie, cani e topi per strada a convivere con gli esseri
umani, sacri e rispettati allo stesso modo di come un italiano si comporta con
il proprio figlio appena nato.

Allora mi domandai: chi è il paese civilizzato?

Cos’è la civilizzazione che tutti i paesi stanno richiedendo?

Cosa c’è di buono in essa, e cosa no?

Quanti di noi mai potranno domandarsi tali cose?

Certo non è facile osservare la povertà in cui vivono quelle fantastiche persone, che dormono per strada e fanno la doccia nei fiumi o laghi; non si lamentano, non conoscono, e guardano i loro simili con la pelle di colore chiara, come se fossero extra-terrestri. Chiunque apre il cuore davanti a tutto questo, ma se lo stesso uomo quale si ritiene superiore a questa civiltà mal gradata, riuscisse a mettere da parte la morale che lo caratterizza, riuscirebbe a capire quanto i sofferenti non appartengono all’OSSERVATO, bensì la sofferenza e di chi OSSERVA. 

 

Potrei star qui a raccontarvi tanto altro, ma finisco qui il racconto invitandovi tutti a VENIRE CON ME nel tour prossimo, tutti insieme a gruppo…Uniti…sto organizzando personalmente tutto da qui, guida, autista, alberghi, monumenti da visitare ecc ecc…non perdetevi questa occasione. Venite e fare questa esperienza che mai nessuna altra volta e in nessun altro posto potrete fare…!

 

ALCUNI RIFERIMENTI AL TOUR DI GRUPPO:

il viaggio durerà circa 10 giorni e faremo il rajasthan con l’attraversamento nel deserto, molto usato in India, con i cammelli e osservando il meraviglioso tramonto.

Per altre info potrete contattarmi. Il costo varia, ovvero più saremo meno pagheremo, così funziona in INDIA. 

 

 UN ABBRACCIO DA antoniO…

 PROSSIMI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA:

– NUOVO LIBRO – Morire è…Vivere

– Tour in INDIA – IN GRUPPO

info.antoniogiardino@gmail.com PER TUTTE LE INFO 

Il limite dello sviluppo della mente.

 

Il limite dello sviluppo della mente: 

 

Per fortuna possiamo fare chiarezza, analisi riservata solo per pochi, su questo punto così delicato del comprendimento di questo enorme limite, il sottosviluppo della mente. 

Una mente scaltra nella materia, è una mente annientata nello spirito; cosa significa? Possiamo comprendere la vita in base a quanto è grande la nostra intrinseca esperienza con la stessa vita. Ciò non è determinato dalla durata degli anni che un uomo vive sulla terra, poiché questa esperienza che intendiamo dire qui, può avverarsi in un solo attimo, ossia ADESSO. 

Noti personaggi, come guru, leadership, guide spirituali ed altri sinonimi, anch’essi purtroppo sono avvelenati dalla malattia del limite. 

Cosa si vuol significare per limite…?

Misurare tale parametro è pressoché difficile, non esiste un metro, né un laser affinché possiamo accertarci di tale fatto. Ma possiamo attenerci ad un solo dato che può svelare la verità in essere. 

Non basta cambiare un nome o inventarsene addirittura uno nuovo, per trascendere la sofferenza in noi stessi, ciò è – definito – nella nostra realtà vivente. 

Dico sempre che, chiunque abbia una meta da percorrere, sta a significare che ancora è lontano dalla propria libertà che deve essere principalmente psichica. 

 

È allora mi domando anch’io, che meta ho “adesso” che sto scrivendo questo articolo…? Una risposta non c’è l’ho, ma posso dire che sto esplorando il significato della libertà…

 

Tutto ciò che mi reca sofferenza, sotto effetto anestetico coscienziale, come la gelosia, rammento, invidia, rabbia, scenografia personale, mi aiutano a scavare in profondità affinché possa inebriarmi di quella naturalezza della vita che ancora non ho scoperto…ma che so – che esiste…!

Ogni qual volta che mi arrabbio o che invidio, attuo una ricerca del perché, e dietro sai cos’è che trovo…? 

UNA META DA RAGGIUNGERE…

Il limite nell’uomo, nella propria coscienza, si posiziona in un tal punto che, la libertà psichica non ha più spazi per propagandarsi nell’essere. Questo limite inizialmente è facile e comprensibile da individuare, ma poi attuando un lavoro su di sé, molto new age, inizia ad essere sempre più sottile al punto che, non si percepirà più la sua barriera ostile. 

Forse questo post non è tanto comprensibile e non lo era anche per me tempo fa, e sapete perché…? Perché l’uomo nello stato in cui si trova a vivere oggi la vita, non ha le possibilità e i mezzi per analizzare in fondo questo enorme problema. Piano piano si è costruito uno stato di pigrezza che aumenta sempre di più quando la vita diviene ormai piacevole e viziosa. Non si è accorto quanto si è auto-distrutto, disintegrando definitivamente la propria natura umana. 

Oggi il problema è molto più grande di quanto si possa pensare e percepire; basta poco per diventare qualcuno con una grossa personalità, definita a volte anche con il termine guru o illuminato, in questo caso con una funzione non diversa da quella di un presidente della repubblica…è ciò trascina enormi correnti di massa che seguono così un altro esempio di prigionia psicologica.

 

Non cerco la tua attenzione, anche perché sono consapevole che è la mia, ho scritto tutto questo solo per me…Grazie di tutto ciò che mi hai donato per far sì che potessi scrivere…

 

 

un Abbraccio antoniO…

 

 

APPUNTAMENTI:

a breve 

Nuovo Libro – Morire è…Vivere