Un’ampia Visione

Un’ampia Visione

 

Definire in modo ampio l’uomo, l’animale, il pesce, l’albero, il mondo, in tutte le sue sfumature conduce l’essere ha spiegazioni teoriche futili. Tutti siamo d’accordo sul fatto che insieme – l’intero – forma quella cosa che viene chiamata VITA. Anche se l’uomo in particolare, unica specie esistente come parte cosciente, non si è mai posta la domanda di come tutto abbia avuto inizio. Oppure se l’ha fatto senz’altro ne ha tratto delle inutili teorie scientifiche o religiose. 

Si parla di essenza, ma in essa non si è mai nessuno precipitato fino in fondo per capirne l’esatto significato. La conoscenza, tutto quello che ne è derivato dalla mente dell’uomo, ostacola l’analisi accurata che l’uomo dovrebbe effettuare per comprenderne l’entità reale. L’evoluzione coscienziale, ossia tutte le invenzioni create dall’uomo, hanno tangibilmente testimoniato nella sperimentazione della vita, degli errori, è ciò diventa reale quando proviamo ad osservare quanto accade oggi nel mondo. La natura intrinseca delle cose, qualsiasi cosa, ha un netto significato al senso del processo naturale della vita, ma che non può essere analizzato secondo i parametri dell’attuale conoscenza che è oggi nelle menti. 

Quando si prova ad analizzare qualcosa, senza chiamare in causa la conoscenza teorica e scientifica di ogni cosa, si può così percepire l’essenza di sé in collegamento con l’intero creato. Il corpo, in collaborazione con la mente, è divenuta un mezzo caotico affinché una precisa ed attenta analisi può essere effettuata. In tanti ricorrono alle meditazioni o pratiche di silenzio, per poter colmare quel fardello che avviene quotidianamente nell’essere. 

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Il rispetto, inteso diversamente dal solito, è la giusta comprensione del significato della vita che in seguito conduce tutti a stabilire una stretta connessione con l’armonia del tutto. Quando si è arrivati a percepirne l’esatto significato ogni cosa diventerà reale e integra, ossia assumerà una bellezza che la mente non ne identifica l’entità reale. I filtri, ad esempio, gli occhi o la memoria che raggruppa tutta la conoscenza accumulata negli anni secondo le tradizioni moralistiche, non saranno più in grado di consigliarci, ma che con la consapevolezza di quanto è, scoperto l’inganno e colmato il fardello, si riuscirà con essi a fluire nella dimensione sperimentante. 

Quindi analizzando con attenzione ci accorgeremo poi quanto non possiamo decidere senza il consiglio della memoria, ossia la conoscenza limitata che possiede l’uomo. Sperimentare la vita senza la consapevolezza di quanto l’uomo è meccanico nei movimenti, si rischia di ottenere uno scontro permanente con l’infelicità. Questo perché il rumore riprodotto dalla conoscenza e dalle tradizioni, corpo e mente, vivranno nello spazio ridotto che qualcuno pensano gli stia offrendo. La visione, così, è limitata, concentrata in futili principi affinché si possa comprendere esattamente lo scopo primario della vita.  

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